L’acqua libera
All’interno di una crema possono svilupparsi microrganismi, che per moltiplicarsi necessitano di particolari condizioni di temperatura, presenza o assenza di ossigeno, disponibilità di nutrienti ma assolutamente di acqua.
L’attività dell’acqua (aw = water activity) all’interno del cosmetico è strettamente legata alla sua conservazione. Essa indica il rapporto tra la pressione di vapore dell’acqua (P) in un certo materiale e la pressione di vapore dell’acqua pura (P0 ) nella formula indicata nell’immagine.
Solitamente quindi quando ci riferiamo all’acqua nella quale potrebbero proliferare dei microrganismi non ci riferiamo all’acqua totale contenuta all’interno del prodotto, bensì all’acqua libera.
Quest’ultima non è vincolata da particolari legami con i costituenti ed è quindi utilizzabile nel metabolismo microbico.
Misurando quindi il valore dell’acqua libera (compreso tra 0 e 1) è possibile predire quali microrganismi saranno potenziali fonti di contaminazione: la maggior parte dei batteri cresce in presenza di valori di acqua libera superiori a 0.90. I valori minimi di acqua libera necessari per la crescita dei principali batteri che possiamo trovare nei cosmetici sono: 0.86 per Staphylococcus aureus, 0.97 per Pseudomonas aeruginosa, 0.7 per i lieviti e 0.6 muffe.
Possiamo concludere dicendo che l’acqua libera è quindi responsabile della crescita di microrganismi indesiderabili come muffe o batteri, responsabili a loro volta della produzione di tossine e altre sostanze dannose. Influenza la stabilità microbiologica (data di scadenza), la stabilità chimica e la stabilità fisica del prodotto finito.
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